Sulla Nomentana sono arrivati i cordoli riciclati e le buche quadrate

Sulla Nomentana si iniziano a posizionare i cordoli e si predispongono le buche quadrate per mettere a dimora i nuovi alberi. I lavori procedono, senza correre, ma procedono.

cordoli 16.06.18

Ecco i cordoli in polimero, prodotti riciclando i copertoni usati e fissati a terra senza incasso, ad opportuna distanza dagli alberi per non danneggiare le radici.

lampioni e buchi per alberi 15.06.18

Un po’ più giù, verso Viale della Regina, sono stati restaurati e spostati i lampioncini liberty, e sul nuovo asfalto sono state predisposte le buche quadrate per i nuovi platani. Buon lavoro!

guido fontani

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Ma esiste o no, il mitico parcheggio sotterrano di Porta Pia? Ecco il servizio che Striscia non ha mai mandato…

Metto qui il link ad un back stage inedito, girato da me nel 2014, durante un servizio di Striscia la Notizia con il sindaco Ignazio Marino. Il servizio non andò mai in onda… ma noi scendemmo lì sotto, e abbiamo capito come stanno le cose

Intervista sotterranea al sindaco Marino del 2014

guido fontani

Divieto di accesso parcheggio


Ciclabile Nomentana, ripresi i lavori, si va avanti in velocità.

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Dopo lo stop per i reperti archeologici, dichiarati di scarso interesse, il cantiere riprende in velocità. Ieri 16 maggio, c’è stato un sopralluogo della commissione lavori pubblici del Secondo Municipio, presieduta da Valentina Caracciolo, era presente per la direzione lavori l’ing.Paolo Ferlito, presenti numerosi rappresentanti delle associazioni cittadine.

Anche se non sembra, i lavori stanno procedendo secondo la tabella di marcia prevista. Il primo tratto da Porta Pia a Viale della Regina è in attesa di alcune opere di competenza acea, questo il motivo per cui non ci sta lavorando nessuno, ed agli occhi di chi passa sembra un cantiere abbandonato. Ma la ditta appaltatrice sta proseguendo oltre. Ieri c’erano una decina di operai al lavoro, ed il cantiere è arrivato al vialetto davanti a Vila Torlonia.

Riguardo al tratto davanti Villa Torlonia, la presidente del Secondo Municipio ed anche i progettisti di Agenzia per la Mobilità, si sono dati da fare per superare un assurdo vincolo della Soprintendenza che impedisce di spostare alcuni lampioncini liberty e di conseguenza costringe a far passare la ciclabile rasente il muro della villa. C’è stato un nuovo sopralluogo della Soprintendenza ed è atteso a breve il nulla osta che consentirà di spostare questi benedetti lampioncini e sistemare la pista dove deve stare, ovvero dal lato strada, lasciando il marciapiede per i pedoni a ridosso del muro perimetrale della villa.

Ovviamente però la ditta procede secondo il progetto approvato, e gli operai stanno già lavorando in quel vialetto per realizzare una pista che scorrerà rasente il muro della villa.  Salvo successive varianti, che evidentemente comporteranno un aumento di costi se bisognerà rimettere mano a lavori già realizzati.

Situazione simile al tratto sul ponte sulla tangenziale. Anche lì si è in attesa della variante che consentirà di far passare la ciclabile su strada, anziché sul marciapiede. Ma c’è qualche mese in più. Il cantiere dovrebbe arrivare in quel tratto ad ottobre prossimo, e si spera che la variante per quella data sia stata già approvata.

Per il resto i lavori procedono. Se tutto va bene, per giugno si smonterà il cantiere del primo lotto, e dovrebbero vedere la luce i primi 400 metri terminati. Da Porta Pia a Viale Regina Margherita.

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guido fontani

 

 


Piccoli allargamenti del marciapiede

Il cantiere della ciclabile nomentana avanza speditamente. Al 31 gennaio, è stata liberata dalle auto in sosta tutta la fascia laterale da Porta Pia a Viale della Regina, e si stanno riposizionando i cigli del marciapiede.

 

Davanti al MIT,  il marciapiede viene leggermente allargato. Come si può comprendere dalle foto, il marciapiede passa da circa m 1,40 a m 2,10

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Nel primissimo tratto, a ridosso del passo carrabile del Ministero, il marciapiede era pressoché inesistente, solo 60 cm in buona parte occupati dai paraurti delle auto.      Come si intuisce dallo scavo predisposto, il marciapiede diventerà quasi un metro. Non è granché, ma sarà fruibile, perché non  sarà più occupato dai musi sporgenti delle auto e saranno realizzate rampette al posto dei gradini.

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In primo piano il modulo del cordolo di protezione della pista ciclabile.

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Cartello informativo del cantiere

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Chi firma la variante del ponte?

deviazioneI lavori della ciclabile nomentana proseguono speditamente. Ricorsi al TAR ancora non ce ne sono stati, e neanche proteste di piazza per i posti auto persi.   Bene, questo è un fatto positivo.  Ora preoccupiamoci per i punti critici: il tratto sul ponte, ed il tratto davanti a Villa Torlonia. I lettori di questo blog conoscono benissimo il problema, quindi non mi dilungherò più di tanto:

1 –  Sul ponte della tangenziale è previsto un bel tratto disegnato sul marciapiede, con strettoia pericolosa in prossimità di una scala.

2 –  Davanti a Villa Torlonia la ciclabile cammina rasente il muro, con il rischio che vengano travolti i pedoni che entrano ed escono dalla villa.

Le soluzioni sono state già progettate, e negli uffici dell’Agenzia per la Mobilità ci sono già due bei disegnini con il problema risolto. Va da sè, che sul ponte la ciclabile deve camminare in carreggiata al posto delle macchine parcheggiate, e davanti Villa Torlonia la ciclabile deve stare dal lato strada e non dal lato muro.

Su questo sono tutti d’accordo. Nelle riunioni a cui ho avuto modo di partecipare, sia io che altri cocloattivisti, la risposta dei responsabili dei lavori è sempre la stessa. Sì, certamente, lo sappiamo, non si preocupi, la variante è pronta, non c’è problema.  Progettisti, D.L, presidenti di commissione e financo assessori.

Si, ok, le soluzioni ai due punti critici sono chiare a tutti, e certamente risolveranno il problema. Però le varianti non sono ancora state approvate ufficialmente. L’Agenzia per la Mobilità, pochi giorni fa, ha emesso un bel comunicato, in cui ci informa di quello che sapevamo già, ma non accenna alla soluzione dei problemi indicati.

Sappiamo tutti come funziona la burocrazia; quando bisogna fare qualcosa, i funzionari e i responsabili dei vari enti e uffici preposti, cominciano a scriversi tra di loro chiedendosi reciprocamente adempimenti e pareri di competenza, e se non c’è una volontà politica forte, finisce che tutto rimane nei cassetti e non se ne fa nulla.

Se il lunghissimo percorso burocratico della ciclabile nomentana è arrivato all’apertura del cantiere, è perché qualcuno ci si è dedicato. Qualche tempo fa, a Roma, c’era un Bike Manager, un delegato di nomina politica, che non si è limitato a mandare email.  Ha preso una serie di appuntamenti personali con i responsabili dei vari enti, ed ha raccolto le carte che mancavano, sbloccando i lavori. Memorabile l’ottenimento del nulla osta dalla Soprintendenza, di cui raccontammo qui.

Ora il Bike Manager a Roma non c’è più, Paolo Bellino si è dimesso, e non è stato sostituito.  Proprio adesso che servirebbe di più. Chi segue ora l’iter delle varianti? Il Direttore dei Lavori ing. Risoldi ? Il Responsabile ing. Fuschiotto? (Che per contratto dovrebbero attuare il progetto approvato, e non preoccuparsi di modificarlo).  Forse deve preoccuparsi delle varianti l’assessora Meleo in persona, con tutto quello che ha da fare un assessore?  Non è il caso di nominare nuovamente un Bike Manager, con delega della sindaca ed il massimo dei poteri possibili? Una persona con poteri effettivi, e con cui le associazioni possano interfacciarsi?

La situazione è grave ed urgente. Il cantiere avanza speditamente, ed a breve arriverà davanti a Villa Torlonia e poi al ponte sulla tangenziale. Se non saranno prima approvate ufficialmente le varianti, fatalmente la ditta incaricata eseguirà le opere come da progetto.  E saranno dolori.

Capiamoci bene, il progetto è bellissimo e fruibile ugualmente, i ciclisti non avranno problemi a farsi 100 metri (su 3600) sul marciapiede, o passare (con attenzione) a raso davanti a due porte. Ma le foto della ciclabile davanti alle porte e della strettoia condivisa con i pedoni, saranno pubblicate ovunque e saranno usate per sbeffeggiare la giunta e la ciclabilità romana in genere.  Due errori così gravi, possono contribuire in modo decisivo a stroncare la fragile rivoluzione ciclabile che si sta affacciando a Roma.  Per favore, risolvete queste due criticità, prima che il cantiare arrivi sul posto.

Allora, chi firma la variante del ponte? 

Guido Fontani

 

 


E’ una vita che ti aspetto!

Sono iniziati veramente oggi, 22 gennaio 2018, i lavori per la realizzazione della ciclabile nomentana! Abbiamo brindato a Porta Pia, siamo contenti e anche sorpresi, quasi quasi ancora non ci crediamo…

Guardatevi questo video dell’amico Loreto Valente!

E’ passato il primo giorno di lavoro, e ancora non si registrano proteste e ricorsi…  Il cantiere però sembra ancora un qualsiasi cantiere provvisorio.  Probabilmente tra i passanti non c’è ancora la percezione chiara che quello spazio costantemente occupato da macchine parcheggiate a spina e in doppia fila, sta per essere restituito per sempre alla vita, alla libera fruizione di ciclisti e pedoni.

O forse è cambiata l’aria… anni fa i politici avevano paura di levare posti auto, in particolare prima delle elezioni. Oggi invece chi comanda al Comune di Roma ha deciso di iniziare i lavori proprio dal tratto più visibile, e a poche settimane da un voto importante.  Chissà, forse veramente è cambiato il comune sentire, forse questa volta non ci saranno le solite proteste dei comitati di quartiere, dei commercianti, degli automobilisti. E magari viene fuori che realizzare piste ciclabili porta consenso ai pubblici amministratori che le promuovono. Anche a Roma! Non ci posso credere!

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E’ una vita che ti aspetto… questo è lo striscione apposto sulla prima recinzione del cantiere.

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