Conclusa la conferenza dei servizi per la ciclabile Nomentana

Si è tenuta ieri, venerdì 15 giugno la conferenza dei servizi per la ciclabile di via Nomentana.  Come previsto dalla procedura, i rappresentanti dei vari enti interessati hanno detto la loro; per la cronaca vi rimandiamo al resoconto redatto dagli amici del Coordinamento Roma Ciclabile

L’Assessorato Ambiente del Comune di Roma ha ora la strada spianata per mettere a punto il progetto esecutivo e bandire la gara d’appalto.

Le problematiche sollevate sono le solite, incroci, passi carrabili, il tratto in pendenza all’angolo con via Bencivenga, l’aggancio con la ciclabile dell’Aniene, il passaggio nel parcheggio del Ministero dei Lavori Pubblici a Porta Pia, .

Sono cose già dette e ridette tante volte, se ne parlò anche nel 2007 ad una analoga conferenza dei servizi che si tenne alla vecchia sede dell’ Assessorato in via Cola di Rienzo. Dopo essere ripartita da zero già un paio di volte,  adesso la procedura è di nuovo alla fine, cerchiamo di concludere e appaltare al più presto il lavoro.

Noi non vogliamo scendere nel merito delle problematiche tecniche, non è questo il posto, ne tanto meno vogliamo dare consigli ai progettisti.

Diciamo una cosa sola: sono anni che rischiamo la vita in quella strada, questa ciclabile è urgente ed essenziale per tutto il quadrante di Roma est, non ha nessuna importanza se per qualche decina di metri dovremo spingere la bici sul marciapiede all’angolo con via Bencivenga, oppure se a Porta Pia dovremo passare “abusivamente” nel parcheggio del ministero. Sono dettagli secondari, potremo risolverli anche in un secondo tempo, ma ora andiamo all’appalto.

Abbiamo tutto l’appoggio politico dell’Assessore Visconti, e persone efficaci e collaborative negli uffici tecnici, come l’ing. Contadini e l’arch. Dicembre. Manca veramente poco, non fermatevi adesso!!

 


6 commenti on “Conclusa la conferenza dei servizi per la ciclabile Nomentana”

  1. Vito De Russis ha detto:

    A coloro che “fremono” di esclamare “Abbiamo la ciclabile Nomentana” (a prescindere di come sarà veramente realizzata), devo precisare che, a causa di “pacchiani errori negli inviti dei municipi” per la conferenza dei servizi sulla ciclabile Nomentana, è stato concordato tra due parti (delle tante presenti) che il municipio non invitato (ma presente) esaminava bene il progetto, compilava altre note e si incontravano per esaminarle.
    Chiusa la conferenza.
    In attesa di altri momenti (speriamo) costruttivi su questa “ciclabile nomentana” (manca, quasi sempre, la parola “pista”), scambiamoci qualche “riflessione” sulla specialissima – unica mondiale – situazione della mobilità a Roma e sulla “mobilità ciclistica”.

    Sostengo che è doveroso ricordare (chè non è onesto dimenticare) che dal 4 agosto 2006 è stato riconosciuto ufficialmente (DPCM pari data) che a Roma il
    “traffico e la mobilità, presentano peculiarità tali da condizionare negativamente la qualità della vita, le relazioni sociali ed economiche dei cittadini per i suoi riflessi indotti; ……. e che risulta necessario ed urgente predisporre e realizzare un programma di interventi di emergenza, che consenta un miglioramento significativo e rapido della situazione in atto e favorire il ripristino delle normali condizioni di vita;”.
    Tra poco scatteranno i 6 anni compiuti e la situazione resta sempre anormale: urge, sempre, ripristinare le “normali condizioni di vita”.
    Ci stiamo adeguando alla anormalità fondata sulla illegalità diffusa e tollerata, nonchè al registrare, giorno dopo giorno, la conferma che Roma è a misura di auto private.
    (Alla Staz. metro B1 Conca d’Oro, sotto tutti i marciapiedi, c’è il parcheggio auto. Qualche accenno di pista ciclabile? qualche rastrelliera? ma, quanto mai. Qualche marciapiede sistemato? ma, quanto mai. All’unico isolato di via Martana – da v.le Tirreno a v. Conca d’Oro – sistemato il marciapiede solo dal n. 35 a v. Conca d’Oro, circa15 metri; il resto è dentro al DPCM.)
    Come ben sappiamo, il PCM attuale – riferendosi a tutta l’Italia – ha riconosciuto che “Anche nel nostro paese è necessario riservare maggiore attenzione alla ‘mobilità leggera’, anche con l’obiettivo di ridurre il tasso di incidenti stradali che coinvolgono chi usa la bicicletta”.
    Ma, sull’uso della bicicletta, Roma è speciale (in negativo): ha conquistato la maglia nera su 24 città italiane registrando un 3,8% di utilizzo della bici (maglia rosa, primo posto, a Venezia).
    Con la recente campagna #salvaiciclisti (gli 8 punti) si vuole costruire una “a) “mobilità ciclistica” sostenibile con le altre mobilità, quella: b) “pedonale”; c) “TPL”; d) “veicoli privati”; tenendo i riflettori ben accesi sul legale ed illegale parcheggio e sosta dei veicoli privati.
    A Roma, il sano e civile obiettivo della “mobilità ciclistica” sostenibile, non esiste.
    La “ciclabile Nomentana” è un campionario di ardite soluzioni tutte tese a disciplinare il trasferimento dei ciclisti da Ponte Tazio a Porta Pia cercando (più o meno riusciendoci) di non andare troppo fuori legge.
    Per esempio, in alcuni punti hanno deciso di “allargare il marciapiede” ed utilizzare la parola “promiscuo”. (Esiste nel vocabolario. Ma non ha nulla da spartire con la “mobilità sostenibile”; con la “sicurezza stradale”; con la “convivenza civile”; con i diritti e la dignità dei pedoni e dei ciclisti. Non ci azzecca nulla con #salvaiciclisti ed i collegati 8 punti). Controprova. Ho offerto, da pedone, la “riduzione del marciapiede” cosi viene garantita e rispettata la dovuta dignità della “mobilità ciclistica” (con la legale e giusta “pista ciclabile” sotto il marciapiede) e della “mobilità pedonale”, esercitata sul marciapiede. Apriti cielo. Proposta super rivoluzionaria: così non si può realizzare la “ciclabile Nomentana”. E, perchè?
    Allargare i marciapiedi o niente ciclabile. I pedoni …….. che vadano …… sul marciapiede sul lato opposto che “consente un miglioramento significativo e rapido della situazione in atto”.
    Sarà l’ennesimo “modello Roma” sulla mobilità, il “#salvaiciclisti modello Roma”.
    C’è chi sostiene di farla in ogni modo perchè, poi, ………
    Così parlarono gli oriundi perchè non sanno che, a Roma, il provvisorio è eterno. Perchè dispiace, poi, distruggere un’opera che – come in questo caso – ha alimentato e consolidata la violenza ed il degrado civile ben descritto nel sopracitato DPCM 4.6.2006.

    Cordialmente.
    Vito De Russis, pedone

    • ciclabilenomentana ha detto:

      Ciao Vito!
      Tu sei troppo avanti!! Troppo all’avanguardia!! Hai superato tutti e sei rimasto solo!!
      Sono assolutamente d’accordo con tutto ciò che scrivi, tranne su una cosa: non è possibile discutere ancora sul progetto. Sono passati tanti anni producendo solo carte e chiacchiere; ora bisogna aprire il cantiere, non c’è margine per altre valutazioni.

      I nostri amministratori non ce la fanno a portare avanti i progetti di mobilità sostenibile, neanche quelli più modesti. Abbiamo avuto un’apertura inaspettata dall’assessore Visconti e secondo te invece di appoggiare la realizzazione, mi dovrei mettere a giocare al rialzo e pretendere la ciclabile in sede propria nelle due direzioni?? E magari anche l’allargamento dei marciapiedi??
      Questa giunta non può farlo, è palese, per ragioni politiche che qui non sto a ripetere.

      Però ti assicuro, se dovessi in futuro diventare io sindaco, riserverò ai veicoli a motore la carreggiata centrale, alle bici le due laterali, e i cinque metri che rimangono per lato li dedico tutti ai marciapiedi!

      Guido

      ps: Vito è una persona eccezionale, non voglio violare la sua privacy, ma mi piacerebbe che fosse lui a rivelare ai lettori la sua età…

  2. Rinaldo Reni ha detto:

    Ok disquisire sui difetti della futura pista ciclabile, ma i difetti delle attuale viabilità sono altrettanto importanti per automobilisti, motociclisti, ciclisti e pedoni.

    È purtroppo scontato che l’incrocio più pericoloso di via Nomentana, il più mortale, dove nel giro di pochi mesi hanno perso la vita due coppie di giovanissimi in motorino, è anche quello che sulla carta è il più pericoloso. Difatti, l’incrocio tra via Nomentana e viale Regina Margherita, che dimensionalmente è il più importante e con il più alto flusso di traffico del quartiere, è anche quello per il quale il sistema semaforico lascia molto a desiderare.

    Al contrario di tutti gli altri semafori di via Nomentana, all’incrocio con viale Regina Margherita i segnali luminosi non sono aggettanti dall’alto al centro della carreggiata ma sono appoggiati ad un palo defilato e nascosto dal filare di platani. Inoltre, se nella corsia preferenziale (di destra) è presente un autobus il semaforo non è affatto visibile da un veicolo che viaggia nella corsia normale, al centro della carreggiata.

    Perché non provvedere subito ad un indispensabile adeguamento? La polizia municipale è già stata interessata.

    • ciclabilenomentana ha detto:

      Grazie per la segnalazione.
      La Nomentana è di una pericolosità inaccettabile, decine e decine di morti negli anni.
      Non c’è un archivio storico ma sono tantissimi, ricordo uno fra i tanti, nel 1981 la morte di Rino Gaetano all’incrocio di Viale Ventuno Aprile.
      Eppure le tecniche esistono; isole spartitraffico in prossimità degli attraversamenti, dossi rallentatori, rotonde, autovelox.
      Oltre ovviamente, e questo mi pare veramente il minimo, a semafori e segnaletica posizionata in modo visibile.
      Poi se ogni tanto levassero qualche patente a chi guida drogato e ubriaco…

      Guido

  3. Uapa ha detto:

    Quanti problemi si pongono!
    In altri paesi avrebbero già adeguato quel marciapiede a pista ciclabile e pedonale, invece di lasciarlo alle ortiche, così malmesso com’è!
    Sono contenta di avervi trovati su internet, appena aggiustata la bici mi unisco alle vostre pedalate! 🙂
    Grazie mille e speriamo che vi ascoltino! *.*


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