Verso una manifestazione cittadina?

È di questi giorni l’ennesima tragica notizia di un incidente mortale, che ha sacrificato la vita di una diciassettenne al monocolore automobilistico degli spazi pubblici. No, non va bene.

Assume un tenore diverso e anche più drammatico, perciò, il senso dell’incontro che abbiamo avuto giovedì scorso (8 novembre) a margine della Montesacritical.
Eravamo determinati, accesi, abbiamo preferito fermarci e discutere.

Le idee erano belle, a mio parere vale proprio la pena svilupparle.
Provo a riportarle qua, secondo la mia sensibilità. Credo che interessino molti.

Il progetto della pista ciclabile sulla Nomentana ha attraversato tutte le fasi decisionali al Comune. Non solo è stata deliberata, ma sono anche stati stanziati i fondi necessari per metterla in gara. Cosa manca, dunque? Mancano i fatti.

Alla politica non ha corrisposto finora l’amministrazione. Sembra che le delibere siano state premurosamente messe in un cassetto, in bell’ordine, e che lì siano rimaste. A quanto pare, insomma, manca un funzionario che prenda l’incartamento e si metta al lavoro. Occorre (uff…) fare pressione.

Ma non è tutto qua.
Il progetto della ciclabile sulla Nomentana è uno dei macroprogetti di maggior valore per avviare un discorso serio sulla mobilità. È un valore pratico, ovviamente, ma anche estremamente simbolico. La Nomentana è un’arteria trafficata, di grande visibilità, appartiene al patrimonio cittadino della mobilità: si tratta di renderla sostenibile.

La ciclabile sulla Nomentana assume il duplice valore di arteria fondamentale della mobilità ciclabile e di nobile simbolo: una lunga riga rossa che disegna uno dei principali tracciati di Roma. La mobilità ciclabile esiste e va rispettata, anche con interventi amministrativi.

Dunque occorre costruire una manifestazione importante per la Nomentana, che serva a noi che la percorriamo tutti i giorni per migliorare il nostro percorso, ma che serva a tutta la città come esempio virtuoso di innovazione.

Per questo, abbiamo pensato ad una manifestazione che arrivi sotto le finestre del Comune per esigere quanto già stabilito. Ma che sia una manifestazione cittadina, che coinvolga tutti i ciclomobilisti romani e non solo loro.

Abbiamo pensato che sia importante per tutta la città realizzare un caso di urbanistica esemplare, mostrare ai nostri amministratori che SI PUÒ E SI DEVE FARE, mostrare ai nostri concittadini che se un’arteria come la Nomentana avrà un nuovo andirivieni di biciclette tutta la città sarà migliore. Insomma, vogliamo che sia una manifestazione di tutto il movimento.

E non basta. Dobbiamo dire chiaramente ai nostri amministratori che la ciclabile sulla Nomentana è una parte della città che vogliamo. Una città a mobilità dolce, sicura, pulita, silenziosa.
Dobbiamo fare in modo che la loro campagna elettorale si confronti con l’attuazione di quanto già deliberato. Come potranno fare promesse prima di essere votati se non mantengono nemmeno quanto già deliberato?

Non sarà facile e non dovremo improvvisare. Sarà bene prenderci un paio di mesi per costruirla attentamente. Dovremo promuoverla con i mezzi di Internet, ma anche con i tanti canali a cui siamo abituati e non solo quelli. Dovremo costruire una campagna mediatica e di diffusione, ma anche sviluppare e recuperare canali vecchi e nuovi.
Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti, ad iniziare da SIC, dai movimenti per le altre ciclabili, di nuovi compagni di lotta.

Per questo abbiamo pensato di farla a gennaio.
Abbiamo bisogno di tutti.



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