Martedì 4 giugno alle 21.00 protesta contro l’edificazione di Villa Blanc

notte delle lucciole villa blanc

Martedì sera ci troviamo proprio sul percorso della futura ciclabile nomentana; porta una torcetta, illuminiamo questa vergogna:

protesta villa blanc

 

Martedì sera alle 21.00 protesta in Via Nomentana 216 contro l’edificazione del parco di Villa Blanc. . Villa Blanc, quattro ettari destinati da cinquant’anni a verde pubblico, stanno diventando la sede dell’università privata LUISS. Si tagliano alberi secolari e si costruiscono aule e parcheggi. Una vergogna che sta passando sotto silenzio. E che fatalmente condizionerà la qualità della vita e la ciclabilità di tutta la zona.

Tutta la storia della villa sul sito del comitato: http://www.comitatovillablanc.org

 

 


3 commenti on “Martedì 4 giugno alle 21.00 protesta contro l’edificazione di Villa Blanc”

  1. Tommaso ha detto:

    Il parco è chiuso, in uno stato di abbandono e degrado vergognoso da mezzo secolo, ed è ormai da anni di proprietà della LUISS. Che l’intervento sia “vergognoso” e rovini la qualità della vita (e della ciclabilità!?!?) del quartiere mi sembra un’opinione molto soggettiva.
    Comunque, al di là della validità della protesta, che appunto mi sembra se non altro opinabile, non capisco come sia collegata, se non geograficamente, alla ciclabile sulla Nomentana.
    Il Vs. blog si pone un obiettivo ben preciso; discostarsi da esso vi fa perdere, a mio parere, efficacia e credibilità. Qui si parla di realizzare una pista ciclabile su via Nomentana: capisco l’occuparsi di altre iniziative relative alla ciclabilità, ma la protesta per un parco è davvero fuori tema.

  2. ciclabilenomentana ha detto:

    Grazie Tommaso per la critica costruttiva. Le questioni sono strettamente unite.
    Il parco di Villa Blanc, se diventasse pubblico come dovrebbe, collegherebbe la ciclabile al popoloso quartiere Lanciani. Da piazza Winkelmann alla Nomentana, 500 metri di pedalata nel parco, anziché il pericoloso e più lungo giro da Viale Ventuno Aprile.
    La potenzialità della ciclabile nomentana sta anche nel fatto che lungo il suo percorso tocca una serie di ville tutte pedalabili, che ne aumentano notevolmente il bacino di utenza.

    Riguardo al rovinare la qualità della vita e della ciclabilità, ovviamente mi riferivo al mancato miglioramento futuro.

    La villa è abbandonata da più di 100 anni, ovvero dalla morte del barone Alberto Blanc avvenuta nel 1904; è sottoposta a vincolo dal 1953. Nel 1996 è stata venduta all’asta per 6,5 miliardi di lire. Il comune (sindaco Rutelli) ed il mibac (ministro Veltroni) non hanno esercitato la prelazione privando la città di una villa storica di eccezionale valore. E così la villa è stata acquistata dalla LUISS, un ente che all’epoca riceveva quasi 12 miliardi di lire annui di finanziamento pubblico. Possiamo quindi dire che una villa destinata a verde pubblico è stata acquistata da un privato con soldi pubblici. Se aggiungiamo che l’inerzia dei pubblici amministratori ha fatto decadere il vincolo ed ora i privati ci stanno costruendo dentro, sempre usufruendo di finanziamenti pubblici, la parola vergogna ci sta tutta.

    Riguardo poi agli argomenti da trattare nel blog, ci piacerebbe allargare i temi trattati anche alla sicurezza stradale ed alla ciclabilità di tutto il quadrante nomentano, ville comprese. L’intenzione c’è tutta, il tempo per fare le cose un po’ meno, ma le collaborazioni sono sempre ben gradite!

    Guido Fontani

  3. Tommaso ha detto:

    Grazie a te per la risposta!

    La viabilità, non solo ciclabile, del quartiere Lanciani andrebbe rivista parecchio, ma è un’altra questione. La lunga inerzia delle amministrazioni (e dei cittadini: c’era il comitato di protesta contro il degrado, quando la villa non apparteneva a nessuno? O quando la si lottizzava per costruire le case attuali?) è sicuramente poco apprezzabile, ma ora mi sembra un po’ tardi. Dire che quello è un verde pubblico che sta per scomparire è quantomeno fuorviante: non è mai stato tale.
    La LUISS ha legalmente acquistato la villa, per quanto il prezzo potesse essere inadeguato. Riceve soldi dallo stato in quanto università, non in quanto latifondista: affermare che l’ha comprata con soldi pubblici è semplicistico e va bene per la propaganda, non per un ragionamento serio.
    Tanto si potrebbe ottenere ponendo delle condizioni alla LUISS (aperture del parco al pubblico, un passaggio per pedoni e biciclette ai lati, vincoli storico-artistici…), ma a me sembra il solito (a Roma) comitato del “NO”, che non scende a compromessi. Il risultato probabilmente sarà o non essere ascoltati e non ottenere nulla dalla LUISS, o avere successo e non ottenere nulla dal comune, che, almeno adesso, sta gestendo il verde pubblico in modo vergognoso.

    Comunque mi sono dilungato, quello che cercavo di dire è che parlare di parchi e verde pubblico si scosta un po’ troppo, secondo me, da una battaglia per la mobilità (come afferma il vostro stesso sottotitolo). Una pista ciclabile su un’arteria come via Nomentana non è (solo) una questione di ambiente, salute o svago. Prima di tutto si tratta di creare un’infrastruttura fondamentale per la viabilità. Le ville pedalabili sono parecchie, a Roma, e sono raggiungibili da molti punti e di solito frequentate in orari già agevoli per le bici (nel week-end). La Nomentana è un asse viario primario, rettilineo e pianeggiante, che collega il centro alla periferia. Se Roma continua a considerare le piste ciclabili come un’occasione per “la passeggiata domenicale” o come un’attività ricreativa, non cambierà mai. E se non ce lo ricordiamo noi, che le sosteniamo, figuriamoci chi ci amministra. Un parco non è sinonimo di viabilità ciclabile, a meno che non vi si preveda una percorso adeguato: un sentiero sterrato, tortuoso e frequentato dai pedoni non serve a chi usa la bici come mezzo di trasporto.
    Insomma, prendere una posizione così netta in una discussione che di mobilità ha ben poco mi pare poco sensato, tutto qui.


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