Ciclabile Nomentana: corta e modesta subito!!

Ovvero; come depotenziare e rendere innocua una ciclabile che altrimenti poteva essere rivoluzionaria!

Ieri i rappresentati del Secondo e Terzo Municipio ci hanno presentato a sorpresa il nuovo progetto della ciclabile nomentana, che dovrebbe  essere realizzato a brevissimo termine. Doppio stupore!! Il primo per la notizia di un imminente appalto che credevamo ormai dimenticato, il secondo per la revisione di un progetto che era già stato discusso e approvato molti anni fa.

Marchionne Prudente

nella foto:

Il presidente del Terzo Municipio Paolo Marchionne con Massimo Prudente che scruta le carte; al lato Patrizia Brescia e Vito De Russis

Uno sguardo alle carte e l’amara sorpresa. Il progetto si è afflosciato; non si arriva più a Piazza Sempione  ma a Via Valdarno,  ai passi carrabili i ciclisti devono dare la precedenza, in molti punti la pista scompare, a metà strada ci si sposta dal lato destro al sinistro della Nomentana, e per evitare il tratto un po’ in pendenza nei pressi di Via Bencivenga si fa un giro di un chilometro nell’ansa dell’Aniene. Insomma, quanto basta per far preferire la carreggiata ordinaria alla maggioranza dei ciclisti, e soprattutto, non invogliare le migliaia di potenziali ciclisti a lasciare auto e moto per la bici.

Abbiamo 24 ore per presentare osservazioni e suggerimenti al dipartimento mobilità, giovedì 30 gennaio c’è la conferenza dei servizi.  Ci dice il presidente del terzo municipio Paolo Marchionne.

Ci guardiamo con gli amici ciclisti… che facciamo? Ci incazziamo? Rovesciamo il tavolo? Marchionne aggiunge; questo lavoro si fa perché è arrivato un finanziamento europeo specifico per realizzare piste ciclabili. E’ fuori dal piano quadro, e non ha nulla a che vedere con i biciplan di quartiere. Questa è un’offerta del giorno, prendere o lasciare. Alla conferenza dei servizi di giovedì possiamo presentare osservazioni, ma se chiediamo la revisione del progetto i tempi si allungano e scade il termine per spendere quei soldi.

Ok, discorso chiarissimo. Facciamola!  Vi appoggiamo pienamente, e vi sosterremo e difenderemo durante tutti i lavori.

In corso d’opera faremo le nostre istanze, chiedendo di eliminare gli errori più grossi, come le precedenze ai passi carrabili; ma quando i lavori saranno alla fine  ed i difetti saranno palesi ed evidenti a tutti, protesteremo duramente con il sindaco ed i responsabili dell’opera.

Ed ora entriamo nello specifico:

Un po’ di attenzione: verso sinistra direzione Piazza Sempione, verso destra direzione Porta Pia.

ponte - caserma2 In alto a destra c’è la caserma, al centro in alto lo svincolo per la tangenziale direzione San Giovanni, a sinistra il ponte sulla tangenziale. La ciclabile colorata di rosso arriva da Porta Pia lato destro; all’altezza dello svincolo scompare, e riappare al lato sinistro dopo almeno 100 metri di attraversamenti da fare con la bici a mano. Poi  (fuori dall’immagine) gira a sinistra verso la fermata FM Nomentana, con un altro attraversamento pericoloso a mano all’imbocco della rampa per la tangenziale in direzione Salaria.

Il precedente progetto, molto più semplice e lineare, proseguiva dritto verso Piazza Sempione con attraversamenti dedicati e ciclosemafori. Possiamo stare sicuri che ben pochi ciclisti faranno tutto questo giro con semafori pedonali e bici a mano, la maggior parte andranno dritti sulla carreggiata (o abusivamente sul marciapiede).

Seconda scansione, attenzione ai dettagli:

Passi carrabili pressi Ventuno Aprile1

Questo è un tratto nei pressi di Viale Ventuno Aprile, ci sono vari passi carrabili, la pista si interrompe davanti ai passi carrabili, e, aguzzate la vista, al margine della pista ci sono le linee d’arresto alla corsia destra. Questo significa che il progettista, contro le disposizioni del C.d.S, ha previsto di dare la precedenza a chi entra ed esce dai passi carrabili; in caso di sinistro è facile capire quali sono le conseguenze civilistiche di tale fesseria.  Sembra incredibile ma alcuni comuni lo fanno, e rischiamo di trovarci con la ciclabile nomentana come quella di questa foto, con ridicolo sciupio di cartelli:

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Andiamo avanti; in alcuni tratti la pista scompare, osservate qui sotto, il tratto tra Via Giuseppe Vasi e Via Sant’Angela Merici:

Via Vasi - S.Merici1

la pista scompare. Perché? Conoscendo la strada, probabilmente per fare posto alla corsia di svolta a destra. Questo è un errore di progettazione da cartellino rosso. La pista può essere interrotta e ripresa quando è a senso unico, i ciclisti possono fare tranquillamente un tratto in carreggiata e poi riprendono la pista. Ma qui stiamo parlando di una pista a doppio senso. Chi va in direzione centro viaggia a senso contrario delle automobili, come fa a passare? Inoltre in quel tratto il marciapiede è stretto. Inaccettabile e totalmente fuori norma. Stesso errore nei pressi di Via Batteria Nomentana.

Non voglio dilungarmi oltre in tecnicismi, accenno solo che in molti incroci non sono previsti gli attraversamenti ciclabili, ma solo pedonali (quindi con bici a mano) e la pista si ferma parecchi metri prima dell’attraversamento. Non è chiaro come la pista è divisa dal marciapiede, c’è un gradino per evidenziare a pedoni e ciclisti il confine, o cambia solo colore il pavimento? Inoltre non sembrano essere previsti paletti e cordoli per impedire il parcheggio abusivo. C’è invece, il cordolo anti sportellata nei tratti dove le auto parcheggiano in parallelo alla pista.

In conclusione, dopo un ampio confronto con gli amici ciclisti, io darei questi quattro suggerimenti:

1) Ai passi carrabili rispettare il C.d.S. e non interrompere la pista. Chi esce dall’area privata attraversa marciapiede e pista ciclabile, e deve dare la precedenza a tutti gli altri utenti della strada, non il contrario.

2) Se proprio non possiamo arrivare a Piazza Sempione con la pista in sede propria, almeno tracciamo una bikeline per terra. Da Via Bencivenga a Piazza Sempione è fattibilissima una corsia laterale di un metro di larghezza per senso di marcia, evidenziata solo da una striscia bianca ed il simbolo della bici ricorrente. In quel tratto non c’è parcheggio ne corsia bus. Si può fare con spesa minima e supplirebbe discretamente al taglio subito dal progetto originale. Restituirebbe un po’ di respiro a tutta l’operazione.

3) Dare continuità alla pista, ci sono decine di interruzioni ingiustificate; la striscia rossa deve continuare anche nelle intersezioni ed ai passi carrabili. Aumenta la visibilità della pista e rende chiaro che sono le auto a salire sulla pista, non sono le bici a scendere in strada.

4) FATELA SUBITO!!!

Per un dettaglio delle singole posizioni trovate un bell’articolo di Mario Vicentini su amicoqua

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10 commenti on “Ciclabile Nomentana: corta e modesta subito!!”

  1. Dario Tamburrano ha detto:

    Ma questa cosa che spunta all’improvviso con carattere di urgenza è davvero…. come dire “insolita”. E tutti quei cartelli antiestetici e senza alcun motivo razionale… che dire, dobbiamo forse usare i finanziamenti per “comprare” cartelli stradali? Diceva un tale: “a pensar male si fa peccato, ma…”

  2. Gianni ha detto:

    ottime osservazioni! in bocca al lupo con il dipartimento mobilità

  3. Tom Rankin ha detto:

    Grazie per l’aggiornamento, girato in rete dove ci sara’ massima attenzione che il lavoro viene “corrected”

  4. Marcello ha detto:

    Seguo la vicenda da anni…ormai siamo quasi al decennio..
    Voglio dirvi che se ci sono finanziamenti europei specifici questi arrivano perchè siano utilizzati e giustificano, il corretto utilizzo, future ulteriori assegnazioni.
    Purtroppo e dico purtroppo tappiamoci il naso ed assecondiamo la realizzazione dell’opera, non sarà quello che logica, diritto e aspirazioni avremmo voluto ma intanto è un piccolo segnale in questa caotica città e chissà che con il caro spesa tra ticket bus e benzina non si riesca a spronare all’utilizzo della bici qualche concittadino.
    Dovremmo a mio parere essere inamovibili su due soli aspetti :
    Primo.
    Che la ciclabile davanti ai passi carrabili (emblematico il caso esempio pista ciclabile davanti all’AquaAniene) abbia, come da codice della strada, precedenza sugli attraversamenti perchè è assurdo il contrario.
    Secondo.
    Che gli attraversamenti di carreggiata dove la ciclabile assurdamente si interrompe e passa da un lato all’altro della carreggiata (vedi Caserma batteria nomentana, svincolo ingresso tangenziale direzione olimpico,ecc.ecc.) le strisce pedonali siano affiancate da un tratto segnalato di ciclabile in propria sede e che il relativo semaforo pedonale sia affiancato anche dal segnale luminoso indicante la possibilità di attraversamento delle bici.
    Più Bici per Tutti.

    Marcello P.

  5. oltre360 ha detto:

    Guido, condivido in pieno le tue osservazioni!! Se realizzeranno la ciclabile come vi è stata proposta, sarà l’ennesima opera inutile e dannosa per la ciclabilità a Roma..

  6. Biba Pesci ha detto:

    sono completamente d’accordo con Marcello questi due punti si possono ottenere proviamoci. per il resto con tutta l’indignazione necessaria e condivisibile turiamoci comunque il naso e andiamo avanti. l’opera sarà inutile ma non certo dannosa.

  7. Michele M. ha detto:

    Grazie per le INFO e complimenti per le osservazioni puntuali e pertineti, purtroppo come sempre accade bisognerà accontentarsi, tipo provvedeimento spot …. ma meglio di niente….condivido le osservazioni di Marcello

  8. Tommaso ha detto:

    No ragazzi, secondo me questa è la morte definitiva di questo progetto. E’ assolutamente inaccettabile ed estremamente dannosa. Una pista ciclabile fatta in quel modo sarebbe inutile e non la utilizzerebbe nessuno. Io non la utilizzerei mai (sicuramente non nel senso di marcia opposto). Col risultato che:
    – si saranno spesi soldi e creati “disagi” (lavori, parcheggi in meno) per nulla
    – vedere che, a fronte di tali disagi, i ciclisti continueranno ad usare la carreggiata normale, non farà che rendere gli automobilisti più intolleranti e meno disponibili verso di noi
    – i ciclisti saranno più in difficoltà in caso di incidente: il Codice della Strada impone di usare la pista, se presente, e di scendere quando si interrompe. Avremmo sempre la precedenza sui passi carrabili, ma solo come pedoni. Vista la mole delle interruzioni, a dar retta al codice si fa prima a piedi.
    – sarà un “lavoro fatto” e perderemo qualsiasi potere di contrattazione: via Nomentana sarà “ciclabile”, sulla carta, per cui qualsiasi tentativo di adeguamento successivo sarà un dettaglio, una questione minore.
    – E’ la pietra tombale sulla speranza di una ciclabilità vera. L’ennesima conferma che, a Roma, le ciclabili servono ad andarci a spasso la domenica.
    Per quanto mi riguarda, è meglio non farla.
    Che poi, dovrebbero chiarire se c’è un’effettiva demarcazione della pista, o se dipingeranno solo di rosso un pezzo di marciapiede. Perché nel secondo caso, se il prezzo è rimasto lo stesso dell’altro progetto, qualcuno si sta anche mangiando i soldi.

  9. luca ha detto:

    Quando l’unione europea valuta una città conta anche quanti chilometri di piste ciclabili esistono. Il calcolo non tiene in considerazione altri aspetti ma solo il numero di chilometri.
    Per le coraggiose amministrazioni italiane conta solo: quale ditta prende l’appalto, quanti chilometri si aggiungono al suddetto calcolo e sopratutto non rompere le scatole agli automobilisti. Non sono pensate per i ciclisti

  10. paolosub ha detto:

    Grazie per questo articolo molto ben documentato, e per darvi da fare nell’interesse di noi tutti, non solo chi usa la bici


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