Ciclabile nomentana, ce la potemo fa’…

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Ieri 10 febbraio 2017 si è riunita la Commissione Lavori Pubblici del Secondo Municipio.

I progettisti di Agenzia per la Mobilità, guidati dall’arch.Angela Verdi, hanno illustrato il progetto esecutivo della ciclabile nomentana, alla presenza della presidente di commissione Valentina Caracciolo, dell’assessore Gian Paolo Giovannelli, del delegato capitolino Paolo Bellino e di molti consiglieri e cicloattivisti del Secondo Municipio.

I tempi sono confermati; entro il 28 febbraio l’Agenzia per la Mobilità consegnerà al Dipartimento per la Mobilità il progetto esecutivo ed i capitolati pronti per la gara d’appalto. Il Dipartimento avvierà subito la gara, e per il prossimo autunno inizieranno i lavori, cominciando da Via Valdarno per andare verso il centro. I lavori, organizzati in lotti successivi, andranno avanti per circa 18 mesi.

Come sappiamo, la ciclabile arriverà a Porta Pia tutta in sede propria, sarà difesa lato strada da cordoli in polimeri riciclati, e un gradino la dividerà dal marciapiede. Solo in due tratti davanti alla ville, poche centinaia di metri, la ciclabile sarà disegnata a terra sui sampietrini lato muro, per evitare lo spostamento dei lampioncini liberty.

E’ in progettazione il prolungamento della ciclabile nomentana in bike lanes verso Piazza Sempione e verso Piazza Venezia. E’ invece ancora da mettere all’ordine del giorno la ciclabile delle Mura Aureliane, nel tratto di competenza del Secondo Municipio, da Santa Bibiana a Villa Borghese, passano per Castro Pretorio e Porta Pia.

Non voglio dilungarmi oltre in dettagli progettuali che i lettori di questo blog conoscono benissimo, ma aggiungo una curiosità annunciata per la rima volta nella riunione di ieri. Come sapete era sorta una polemica tra Soprintendenza e Agenzia per la Mobilità riguardo al reimpianto dei platani mancanti.

I platani sono da tempo falcidiati da una epidemia di “cancro colorato” che sta devastando i platani in tutta europa, sicché i progettisti avevano ritenuto di reimpiantare dei frassini, alberi con caratteristiche simili ai platani, ma con maggiori garanzie di attecchimento e durata. Tale scelta è stata bocciata dalla Soprintendenza per motivazioni estetiche e storiche.  Con la consulenza degli agronomi del servizio giardini, si è ora arrivati ad un accordo. Saranno impiantati dei platani geneticamente modificati, prodotti da un’azienda americana, con caratteristiche del tutto analoghe ai normali platani, ma assolutamente inattaccabili dai principali parassiti vegetali. Insomma platani ogm, dotati di microchip, con un programma che gestisce l’ordinata crescita di rami e radici, ed una moderata caduta di foglie in autunno.

gf

 

 

 

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