Chi firma la variante del ponte?

deviazioneI lavori della ciclabile nomentana proseguono speditamente. Ricorsi al TAR ancora non ce ne sono stati, e neanche proteste di piazza per i posti auto persi.   Bene, questo è un fatto positivo.  Ora preoccupiamoci per i punti critici: il tratto sul ponte, ed il tratto davanti a Villa Torlonia. I lettori di questo blog conoscono benissimo il problema, quindi non mi dilungherò più di tanto:

1 –  Sul ponte della tangenziale è previsto un bel tratto disegnato sul marciapiede, con strettoia pericolosa in prossimità di una scala.

2 –  Davanti a Villa Torlonia la ciclabile cammina rasente il muro, con il rischio che vengano travolti i pedoni che entrano ed escono dalla villa.

Le soluzioni sono state già progettate, e negli uffici dell’Agenzia per la Mobilità ci sono già due bei disegnini con il problema risolto. Va da sè, che sul ponte la ciclabile deve camminare in carreggiata al posto delle macchine parcheggiate, e davanti Villa Torlonia la ciclabile deve stare dal lato strada e non dal lato muro.

Su questo sono tutti d’accordo. Nelle riunioni a cui ho avuto modo di partecipare, sia io che altri cocloattivisti, la risposta dei responsabili dei lavori è sempre la stessa. Sì, certamente, lo sappiamo, non si preocupi, la variante è pronta, non c’è problema.  Progettisti, D.L, presidenti di commissione e financo assessori.

Si, ok, le soluzioni ai due punti critici sono chiare a tutti, e certamente risolveranno il problema. Però le varianti non sono ancora state approvate ufficialmente. L’Agenzia per la Mobilità, pochi giorni fa, ha emesso un bel comunicato, in cui ci informa di quello che sapevamo già, ma non accenna alla soluzione dei problemi indicati.

Sappiamo tutti come funziona la burocrazia; quando bisogna fare qualcosa, i funzionari e i responsabili dei vari enti e uffici preposti, cominciano a scriversi tra di loro chiedendosi reciprocamente adempimenti e pareri di competenza, e se non c’è una volontà politica forte, finisce che tutto rimane nei cassetti e non se ne fa nulla.

Se il lunghissimo percorso burocratico della ciclabile nomentana è arrivato all’apertura del cantiere, è perché qualcuno ci si è dedicato. Qualche tempo fa, a Roma, c’era un Bike Manager, un delegato di nomina politica, che non si è limitato a mandare email.  Ha preso una serie di appuntamenti personali con i responsabili dei vari enti, ed ha raccolto le carte che mancavano, sbloccando i lavori. Memorabile l’ottenimento del nulla osta dalla Soprintendenza, di cui raccontammo qui.

Ora il Bike Manager a Roma non c’è più, Paolo Bellino si è dimesso, e non è stato sostituito.  Proprio adesso che servirebbe di più. Chi segue ora l’iter delle varianti? Il Direttore dei Lavori ing. Risoldi ? Il Responsabile ing. Fuschiotto? (Che per contratto dovrebbero attuare il progetto approvato, e non preoccuparsi di modificarlo).  Forse deve preoccuparsi delle varianti l’assessora Meleo in persona, con tutto quello che ha da fare un assessore?  Non è il caso di nominare nuovamente un Bike Manager, con delega della sindaca ed il massimo dei poteri possibili? Una persona con poteri effettivi, e con cui le associazioni possano interfacciarsi?

La situazione è grave ed urgente. Il cantiere avanza speditamente, ed a breve arriverà davanti a Villa Torlonia e poi al ponte sulla tangenziale. Se non saranno prima approvate ufficialmente le varianti, fatalmente la ditta incaricata eseguirà le opere come da progetto.  E saranno dolori.

Capiamoci bene, il progetto è bellissimo e fruibile ugualmente, i ciclisti non avranno problemi a farsi 100 metri (su 3600) sul marciapiede, o passare (con attenzione) a raso davanti a due porte. Ma le foto della ciclabile davanti alle porte e della strettoia condivisa con i pedoni, saranno pubblicate ovunque e saranno usate per sbeffeggiare la giunta e la ciclabilità romana in genere.  Due errori così gravi, possono contribuire in modo decisivo a stroncare la fragile rivoluzione ciclabile che si sta affacciando a Roma.  Per favore, risolvete queste due criticità, prima che il cantiare arrivi sul posto.

Allora, chi firma la variante del ponte? 

Guido Fontani

 

 

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One Comment on “Chi firma la variante del ponte?”

  1. […] Quando i detrattori della ciclabile parlano di “mancanza di alternative valide” all’eliminazione dei posti auto mi viene in mente che la Nomentana, proprio in quel tratto, ha corsie preferenziali continue su entrambi i sensi di marcia, oltreché da bus è servita da filobus e interseca a Viale Regina Margherita le linee del tram per andare da un lato ai Parioli/Flaminio e dall’altro alla Tiburtina, le fermate della Metro B/B1 (come Castro Pretorio o Sant’Agnese/Annibaliano) non sono così lontane da raggiungere coi mezzi pubblici. Per fare breccia nelle abitudini del romano medio, che spesso e volentieri usa l’auto anche per andare a comprare il giornale all’edicola dietro l’angolo (magari leggendo notizie su quanto è inquinata l’aria della sua città, chissà come mai?), forse la Ciclabile Nomentana non basterà. Ma se passa il concetto che per realizzare un’opera pubblica di mobilità sostenibile bisogna eliminare “insostenibili” posti auto di superficie credo si stia andando nella giusta direzione. Resta da sciogliere un nodo piuttosto importante sul passaggio ciclabile del ponte della Tangenziale, che al momento risulta incongruo rispetto al resto: ma il comitato “Ciclabile Nomentana Subito” si sta già muovendo da tempo per chiedere una variante migliorativa. […]


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