Piccoli allargamenti del marciapiede

Il cantiere della ciclabile nomentana avanza speditamente. Al 31 gennaio, è stata liberata dalle auto in sosta tutta la fascia laterale da Porta Pia a Viale della Regina, e si stanno riposizionando i cigli del marciapiede.

 

Davanti al MIT,  il marciapiede viene leggermente allargato. Come si può comprendere dalle foto, il marciapiede passa da circa m 1,40 a m 2,10

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Nel primissimo tratto, a ridosso del passo carrabile del Ministero, il marciapiede era pressoché inesistente, solo 60 cm in buona parte occupati dai paraurti delle auto.      Come si intuisce dallo scavo predisposto, il marciapiede diventerà quasi un metro. Non è granché, ma sarà fruibile, perché non  sarà più occupato dai musi sporgenti delle auto e saranno realizzate rampette al posto dei gradini.

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In primo piano il modulo del cordolo di protezione della pista ciclabile.

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Cartello informativo del cantiere

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Chi firma la variante del ponte?

deviazioneI lavori della ciclabile nomentana proseguono speditamente. Ricorsi al TAR ancora non ce ne sono stati, e neanche proteste di piazza per i posti auto persi.   Bene, questo è un fatto positivo.  Ora preoccupiamoci per i punti critici: il tratto sul ponte, ed il tratto davanti a Villa Torlonia. I lettori di questo blog conoscono benissimo il problema, quindi non mi dilungherò più di tanto:

1 –  Sul ponte della tangenziale è previsto un bel tratto disegnato sul marciapiede, con strettoia pericolosa in prossimità di una scala.

2 –  Davanti a Villa Torlonia la ciclabile cammina rasente il muro, con il rischio che vengano travolti i pedoni che entrano ed escono dalla villa.

Le soluzioni sono state già progettate, e negli uffici dell’Agenzia per la Mobilità ci sono già due bei disegnini con il problema risolto. Va da sè, che sul ponte la ciclabile deve camminare in carreggiata al posto delle macchine parcheggiate, e davanti Villa Torlonia la ciclabile deve stare dal lato strada e non dal lato muro.

Su questo sono tutti d’accordo. Nelle riunioni a cui ho avuto modo di partecipare, sia io che altri cocloattivisti, la risposta dei responsabili dei lavori è sempre la stessa. Sì, certamente, lo sappiamo, non si preocupi, la variante è pronta, non c’è problema.  Progettisti, D.L, presidenti di commissione e financo assessori.

Si, ok, le soluzioni ai due punti critici sono chiare a tutti, e certamente risolveranno il problema. Però le varianti non sono ancora state approvate ufficialmente. L’Agenzia per la Mobilità, pochi giorni fa, ha emesso un bel comunicato, in cui ci informa di quello che sapevamo già, ma non accenna alla soluzione dei problemi indicati.

Sappiamo tutti come funziona la burocrazia; quando bisogna fare qualcosa, i funzionari e i responsabili dei vari enti e uffici preposti, cominciano a scriversi tra di loro chiedendosi reciprocamente adempimenti e pareri di competenza, e se non c’è una volontà politica forte, finisce che tutto rimane nei cassetti e non se ne fa nulla.

Se il lunghissimo percorso burocratico della ciclabile nomentana è arrivato all’apertura del cantiere, è perché qualcuno ci si è dedicato. Qualche tempo fa, a Roma, c’era un Bike Manager, un delegato di nomina politica, che non si è limitato a mandare email.  Ha preso una serie di appuntamenti personali con i responsabili dei vari enti, ed ha raccolto le carte che mancavano, sbloccando i lavori. Memorabile l’ottenimento del nulla osta dalla Soprintendenza, di cui raccontammo qui.

Ora il Bike Manager a Roma non c’è più, Paolo Bellino si è dimesso, e non è stato sostituito.  Proprio adesso che servirebbe di più. Chi segue ora l’iter delle varianti? Il Direttore dei Lavori ing. Risoldi ? Il Responsabile ing. Fuschiotto? (Che per contratto dovrebbero attuare il progetto approvato, e non preoccuparsi di modificarlo).  Forse deve preoccuparsi delle varianti l’assessora Meleo in persona, con tutto quello che ha da fare un assessore?  Non è il caso di nominare nuovamente un Bike Manager, con delega della sindaca ed il massimo dei poteri possibili? Una persona con poteri effettivi, e con cui le associazioni possano interfacciarsi?

La situazione è grave ed urgente. Il cantiere avanza speditamente, ed a breve arriverà davanti a Villa Torlonia e poi al ponte sulla tangenziale. Se non saranno prima approvate ufficialmente le varianti, fatalmente la ditta incaricata eseguirà le opere come da progetto.  E saranno dolori.

Capiamoci bene, il progetto è bellissimo e fruibile ugualmente, i ciclisti non avranno problemi a farsi 100 metri (su 3600) sul marciapiede, o passare (con attenzione) a raso davanti a due porte. Ma le foto della ciclabile davanti alle porte e della strettoia condivisa con i pedoni, saranno pubblicate ovunque e saranno usate per sbeffeggiare la giunta e la ciclabilità romana in genere.  Due errori così gravi, possono contribuire in modo decisivo a stroncare la fragile rivoluzione ciclabile che si sta affacciando a Roma.  Per favore, risolvete queste due criticità, prima che il cantiare arrivi sul posto.

Allora, chi firma la variante del ponte? 

Guido Fontani

 

 


E’ una vita che ti aspetto!

Sono iniziati veramente oggi, 22 gennaio 2018, i lavori per la realizzazione della ciclabile nomentana! Abbiamo brindato a Porta Pia, siamo contenti e anche sorpresi, quasi quasi ancora non ci crediamo…

Guardatevi questo video dell’amico Loreto Valente!

E’ passato il primo giorno di lavoro, e ancora non si registrano proteste e ricorsi…  Il cantiere però sembra ancora un qualsiasi cantiere provvisorio.  Probabilmente tra i passanti non c’è ancora la percezione chiara che quello spazio costantemente occupato da macchine parcheggiate a spina e in doppia fila, sta per essere restituito per sempre alla vita, alla libera fruizione di ciclisti e pedoni.

O forse è cambiata l’aria… anni fa i politici avevano paura di levare posti auto, in particolare prima delle elezioni. Oggi invece chi comanda al Comune di Roma ha deciso di iniziare i lavori proprio dal tratto più visibile, e a poche settimane da un voto importante.  Chissà, forse veramente è cambiato il comune sentire, forse questa volta non ci saranno le solite proteste dei comitati di quartiere, dei commercianti, degli automobilisti. E magari viene fuori che realizzare piste ciclabili porta consenso ai pubblici amministratori che le promuovono. Anche a Roma! Non ci posso credere!

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E’ una vita che ti aspetto… questo è lo striscione apposto sulla prima recinzione del cantiere.

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C’è da spostare una macchina…

Istituito il divieto di sosta per il primo lotto del cantiere della ciclabile nomentana, da Porta Pia a Viale Regina Margherita; i lavori in questo tratto dureranno fino al 30 aprile 2018.

Istituito anche il divieto di sosta fino al 31 dicembre 2018 nel controviale da Via Nibby a Via Carlo Fea ed all’angolo con Via dei Villini e Via Vesalio, dove verranno installate le strutture logistiche del cantiere.

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Sembra incredibile, ma sta succedendo veramente!! Lunedì 22 alle 13.00 saremo a Porta Pia per brindare all’apertura del cantiere!! Non mancare!!

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Il cantiere aprirà lunedì 22 gennaio

Questa mattina 12 gennaio c’è stato un importante incontro al SIMU in Via Petroselli 45.

Presenti l’assessora Linda Meleo, il presidente di commissione Enrico Stefano, molti dirigenti del SIMU e di altri enti, responsabili a vario titolo dei lavori della ciclabile Nomentana. In tutto una trentina di persone.

All’ordine del giorno, l’avvio dei lavori per la ciclabile Nomentana, ed alcuni dettagli sull’appalto della ciclabile Tuscolana, di cui è stata da poco bandita la gara.

La discussione si è incentrata su alcune criticità del progetto Nomentana, note da tempo, ma alle quali non è stato ancora possibile trovare una soluzione.

L’assessora Meleo è stata subito chiarissima: l’iter del progetto è stato lunghissimo, sono stati ottenuti tutti i nulla osta ed i pareri necessari. Il progetto è stato definitivamente approvato, finanziato e appaltato. Quindi indietro non si torna, sollecito i funzionari responsabili a consegnare l’area alla ditta incaricata ed avviare i lavori entro lunedì 22. Non saranno tollerati altri ritardi.

Riguardo alle segnalate criticità, parliamone; se sarà possibile si faranno variazioni in corso d’opera, altrimenti si andrà avanti come previsto.

Ecco le criticità che sono state affrontate:

  1. Il colore della pista: la soprintendenza ha bocciato il classico colore rosso. Si chiederà alla soprintendenza una revisione del parere, almeno nelle intersezioni, dove la visibilità e la riconoscibilità della pista sono essenziali per la sicurezza.
  2. Incrocio con Viale Regina Margherita: non è previsto il semaforo dedicato alle bici. Non c’è posto. Per fare spazio, bisogna arretrare di 5 metri la banchina della fermata del tram e tutti i relativi impianti. E’ un costo aggiuntivo, si cercheranno i finanziamenti e si coinvolgerà ATAC nella progettazione.
  3. Chiesa di San Giuseppe: sul sagrato della chiesa si deve mantenere la possibilità di sosta per eventuali carri funebri o auto da cerimonia. La pista inevitabilmente si interromperà per una ventina di metri. Si modificheranno alcune panchine di marmo e sarà installata opportuna segnaletica per garantire il passaggio in sicurezza sia per i ciclisti, che per le persone che partecipano alle cerimonie.
  4. Fronte Villa Torlonia: la soprintendenza ha messo sotto tutela gli otto lampioncini liberty presenti lungo il vialetto pedonale. La posizione di quei lampioncini ha costretto i progettisti a far correre la ciclabile dal lato muro, davanti alle porte, con evidenti rischi per i pedoni che entrano ed escono dalla villa. Si chiederà alla soprintendenza una revisione del parere, che consenta di spostare di circa un metro quei lampioncini e far correre la ciclabile dal lato strada, lasciando dal lato muro lo spazio per i pedoni.
  5. Ponte sulla tangenziale: In quel tratto di circa 100 metri, il tracciato è previsto sul marciapiede, scelta pessima, sia dal punto di vista tecnico che politico. Si va a togliere spazio ai pedoni anziché alle auto. Inoltre sul marciapiede è presente una scala che scende a locali sotterranei, e crea una strettoia che lascia solo 80 cm liberi, in cui dovrebbe passare la ciclabile doppio senso e i pedoni; così non può andare. Il Comitato Ciclabile Nomentana Subito, in accordo con Salvaiciclisti e le altre associazioni di cittadini, propone di spostare il tracciato sulla carreggiata, al posto delle auto in sosta. Si segnala inoltre la necessità di stringere e modificare la curva di uscita dalla Nomentana verso la tangenziale, stringendo l’angolo di curvatura, in modo da costringere le auto a rallentare, ed ovviamente apporre un’adeguata segnaletica con precedenza a bici e pedoni in transito.

Per parlare di tutto questo, e possibilmente trovare delle soluzioni in tempi brevissimi, è stato convocato un tavolo ristretto ai soli tecnici per la prossima settimana.

Resta inteso che il progetto nel suo complesso è bellissimo, irrinunciabile e perfettamente fruibile anche con le criticità elencate. Speriamo proprio che i responsabili del progetto trovino il modo di attuare le modifiche indicate, ma indietro non si torna.

Il 22 si parte con la consegna dell’area e la recinzione del cantiere a Via Valdarno e Via Val d’Aosta. Buon lavoro a tutti, in particolare al D.L. ing. Risoldi!

guido fontani

 

 

 

 

 

 


TGR e Repubblica cartaceo, ancora sulla ciclabile nomentana

L’assegnazione dell’appalto della ciclabile ha avuto ampia risonanza nel web ed anche sui media tradizionali.

Qui sotto l’ampio articolo di Cecilia Gentile in cronaca su Repubblica cartaceo del 25 settembre, ed il link al bel servizio di Eleonora Chiavetti e Giuseppe Teano per il TGR  Lazio (al minuto 11.10).

http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-89e7dcb0-b36a-436f-83dc-25bf8dd8a57d.html#p=

 

Rep.25.09.17